Mal di denti e gengive

Mal di denti e gengive

Il problema di lenire il dolore odontoiatrico è antico eppure sempre attuale.
In condizioni normali in bocca è abitualmente presente una certa quantità di germi, molti dei quali innocui (flora batterica saprofita), alcuni dannosi (batteri patogeni) che tuttavia non riescono ad avere il sopravvento grazie alle difese immunitarie (leucociti, linfociti, plasmacellule) e alle sostanze chimiche ad azione disinfettante presenti nella saliva.

Tuttavia, quando questo equilibrio si altera, come nel caso di cattiva igiene orale, di carie, di cattiva occlusione (i denti combaciano in maniera scorretta), di protesi difettose, si manifestano infiammazioni che possono colpire tutte le strutture della bocca.

La carie

La carie è certamente la più nota causa di mal di denti. Il termine carie indica la progressiva distruzione del dente ad opera di germi patogeni che sono in grado di distruggere lo smalto creando così un danno permanente poiché lo smalto non è in grado di riprodursi o riparare eventuali danni. Il dolore è in questo caso il sintomo principale. Nella fase iniziale, quando la carie è di piccole dimensioni e non ha ancora intaccato in profondità lo smalto  e la dentina sottostante, si può avvertire solo fastidio, per lo più legato a variazioni di temperatura (per esempio ingestione di bevande fredde o calde) che vengono trasmesse alla polpa del dente, dove sono presenti i vasi sanguigni e i nervi. Man mano che la carie avanza il fastidio si tramuta in dolore, spesso improvviso e lancinante ma che insorge sempre in seguito ad uno stimolo esterno, a volte anche solo dal passaggio di aria fredda in prossimità della carie durante la respirazione.
Il carattere intermittente del dolore non deve trarre in inganno: si tratta di un preciso campanello d’allarme che avverte della necessità di ricorrere ad una visita odontoiatrica.

Un atteggiamento di trascuratezza porta solo ad un peggioramento della situazione che prima o poi si manifesterà con il classico dolore pulsante, violentissimo che spesso insorge di notte quando tutti, compresi i dentisti, dormono.

Pulpite e ascessi

Un dolore più intenso significa che la carie è arrivata fino al nervo e le sostanze chimiche prodotte dalla placca batterica stanno causando l’infiammazione della polpa del dente, la cosiddetta pulpite, acuita dal caldo, che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni in uno spazio non espansibile quale è la camera pulpare e la conseguente compressione delle terminazioni nervose ancora vitali. Spesso questo dolore si accentua in posizione supina.
L’uso di un analgesico può ridurre il dolore ma in questi casi solo una visita dallo specialista può essere risolutiva anche per prevenire danni peggiori ovvero un ascesso ovvero un’infiammazione purulenta che parte dal dente e si localizza nel tessuto intorno al dente (paradontale) e nei tessuti molli di rivestimento della bocca.

Generalmente l’ascesso compare qualche tempo dopo un’infiammazione della polpa del dente andata in necrosi e complicata da infezione batterica. Chi soffre riferisce una sensazione strana di “allungamento del dente”: il dolore si manifesta ogni volta che si chiude la bocca e il dente cariato combacia con quello opposto (si dice cioè che va in occlusione). Il dolore è generalmente molto forte, pulsante e si accompagna a ingrossamento delle parti molli, segno che da solo permette di fare una diagnosi.
Tra le altre complicazioni più comuni della pulpite non trattata vi è il granuloma ovvero una masserella di tessuto che si forma in seguito alla reazione infiammatoria locale: esso può essere del tutto asintomatico oppure può dare dolore soprattutto mentre si mastica.
Tra i disturbi relativamente comuni, l’ascesso dentario è indubbiamente uno dei più dolorosi.

L’infiammazione delle gengive

I sintomi principali dell’infiammazione gengivale sono:

  • dolore
  • sensazione di instabilità del dente, tentennamento
  • cattivo odore in bocca
  • necessità di masticare solo dal lato sano
  • presenza di patine o placche batteriche o di tartaro
  • secrezioni purulente

Il dolore, in questo caso non è mai violento e martellante come quello della carie ma insorge più lentamente, permette di conviverci. Spesso si osserva una maggiore sensibilità agli stimoli termici (acqua fredda, cibi o bevande calde) per via dello scollamento della gengiva dai denti e la conseguente retrazione  gengivale o scopertura di piccole porzioni di radice del dente la quale, non essendo protetta dallo smalto, trasmette alla polpa le variazioni di temperatura.
Anche la masticazione può evocare dolore, specie se l’infiammazione gengivale ha interessato profondamente il legamento periodontale che mantiene il dente ben fisso al suo alveolo.
Si avverte una sensazione sgradevole di instabilità e di dondolio del dente che con il tempo diviene evidente anche all’esame clinico:  persiste il fastidio che diventa più forte se si stringono i denti e diminuisce notevolmente la capacità masticatoria.

Nei casi più gravi compare una secrezione purulenta a livello della zona fra gengiva e dente, segno di un processo infiammatorio cronico che si accompagna alla presenza di patine biancastre sulle gengive, a concrezioni di tartaro, a un cattino odore. Spesso si nota sanguinamento delle gengive anche in seguito al semplice fregamento dello spazzolino che può provocare modesto dolore.
A questo punto non vi sono più problemi di quale sia la diagnosi: è tempo di correre dallo specialista per le cure del caso.